27/02/2009

Ronde. Perchè ho scelto Ettore Muti.

Testo della lettera pubblicata dal Messaggero Veneto, nella Rubrica della Posta dei lettori, di venerdì 27 febbraio.

(inviata in risposta ad alcuni interventi di lettori. Vedasi  Rassegna stampa)

 

Cercherò di rispondere in modo esaustivo alle diverse lettere pervenute a questa vivace rubrica, con riferimento alla mia proposta di intitolare un gruppo di volontari per la sicurezza al Comandante Ettore Muti.

 

Questi gentili estensori hanno manifestato tutto il loro sdegno a questa nostra idea, ma al di là del richiamo enfatico alla funzione esecrabile di “gerarca fascista”, quale serio argomento è stato portato alla condanna morale di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita a combattere per l’Italia?

 

Non mi paiono argomenti di sostanza, gli addebiti fatti dal signor Fabio Lombardelli, circa la rissosità caratteriale e l’amore per le belle donne, perché rappresentano questioni marginalissime nella vita del comandante Muti. Vorrei, invece, ricordare alcuni fatti che, credo dovrebbero convincere i più, del motivo che mi ha spinto a proporre Ettore Muti, come possibile riferimento ideale di un forte spirito civico e patriottico.

 

A soli quindici anni, Muti, nascondendo la sua vera età, si arruola nel corpo degli arditi per partecipare alla prima guerra mondiale (quella voluta dalla democrazia liberale). Dopo una battaglia, nel corso della quale, su 800 arditi, solo 23 (tra cui Muti) riescono a sopravvivere, il giovanissimo Muti viene proposto per la medaglia d’oro al valor militare, che non potrà ricevere perché viene svelata la sua vera identità e rimandato a casa.

 

Partecipa con D’Annunzio all’impresa fiumana e, dopo aver abbracciato l’Arma azzurra, a quella in Etiopia e alla guerra in Spagna. Nel secondo conflitto mondiale si distingue in Albania e, soprattutto nei cieli d’Inghilterra.

 

Sul suo petto faranno bella mostra, 1 medaglia d’oro al valor militare, 5 medaglie d’argento al valor militare, 4 medaglie di bronzo al valor militare, 5 croci di guerra, 1 croce di ferro tedesca. A tutt’oggi Ettore Muti detiene il record mondiale di ore di volo in guerra e quello italiano per le medaglie conquistate in azioni di guerra. Freddato alla nuca (senza alcun processo) dai carabinieri mandati dal Maresciallo Badoglio, fu effettivamente, un idolo per i giovanissimi che aderirono alla Repubblica Sociale Italiana.

 

Con questo carnet, l’unica vera considerazione è che non ci sono più uomini come “Gim dagli occhi verdi”.

 

Stefano Salmè

Coordinatore regionale FVG

M.S.-Fiamma Tricolore

Commenti

Ciao Stefano,
Hai fatto benissimo a formulare la tua proposta.
Il Tenente Colonnello d'Aviazione Ettore Muti è stato un Eroe, senza se e senza ma!
Un uomo che non ha mai conosciuto la paura.
Onore ad Ettore quindi.
Egli vivra' in eterno nella mente, nella memoria e nei cuori delle persone come Te e come me.
Provo stima per Te.
Rodolfo Piralla

Scritto da: Rodolfo Piralla | 23/04/2009

Scopro con piacere il Suo/Tuo sito. Sono felice che ce ne siano: di siti intendo e di persone che, come Lei/Tu li animano.

Scritto da: renato | 17/08/2009

..non posso che non condividere il Vostro pensiero...Ettore Muti..anche se le pagine della nostra Storia cercano di parlarne poco..resta la vera immagine di un eroe di altri tempi..ed è giusto che se parli..peccato che lo si faccia in pochi..cmq
..grazie..
Orazio G.

Scritto da: Orazio | 06/10/2009

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